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Gli studenti russi impareranno a dipingere architetture in Italia.

14/08/2019

Mosca, 9 agosto, Blagovest-info

L´Associazione degli Amici del Museo Ermitage organizza per gli studenti russi in Italia la “Summer School of Painting and Architecture”. Dal 9 al 17 agosto, il famoso architetto russo Mikhail Filippov terrà per gli allievi dell´Accademia di Pittura, Scultura e Architettura di San Pietroburgo intitolata a Ilya Repin un corso di disegno e pittura delle architetture del Rinascimento italiano a Venezia, mentre dal 17 agosto al 1 settembre il corso “Artist of Architecture”, parte integrante della “Summer School”, si sposterà a Firenze. Il corso si articolerà tra sedute di pittura en plein air e lezioni di architettura, urbanistica e pittura per le strade delle città italiane, con visite a chiese, musei e monumenti.

Il presidente dell´Associazione Amici del Museo Ermitage, Francesco Bigazzi, ha riferito a Blagovest-info che la “Summer School” è soltanto uno dei numerosi progetti realizzati dal 2012 da questa associazione italiana in collaborazione con importanti esponenti della cultura russa. “Storicamente, per gli artisti russi del XIX secolo un viaggio di formazione in Italia era il miglior tirocinio. La nostra intenzione è quella di favorire la rinascita di questa tradizione”, ha dichiarato riferendosi al fatto che a Firenze è già operante una filiale dell´Accademia Repin di San Pietroburgo. In quest´ottica per Francesco Bigazzi è naturale che la scelta per insegnare alla “Summer School” del 2019 sia ricaduta su Mikhail Filippov, artista celebre per aver eretto a Mosca complessi architettonici che rievocano l´Italia, quali la “Roman House” o il “Quartiere italiano”.

Ovviamente però questo non è il solo motivo. Mikhail Filippov conosce l´architettura europea alla perfezione e ha studiato con particolare attenzione e dipinto le città italiane, spera pertanto di insegnare agli studenti della “Summer School” a fare altrettanto. “Sono un pittore e, a differenza di molti miei colleghi, credo che l´architettura debba essere disegnata con grande cura. Per questo guardo alla tradizione, quando ogni architetto era in grado di dipingere la bellezza dell´architettura. Oggi nel predominio della corrente modernista, tutti cercano di presentare “la propria visione” e il paesaggio architettonico realistico non desta più l´interesse di un tempo. Pertanto la terza generazione di architetti, a partire dal periodo dell´edificazione di massa ai tempi di Khrushchev, non vede nell´architettura un contenuto artistico”, ha osservato Filippov con rammarico in un´intervista a Blagovest-info. Egli è certo che sia necessario insegnare “l´anatomia plastica della città”, “far rinascere la tradizione del disegno architettonico”, che oggi sta scomparendo e non viene più insegnata da nessuna parte, in modo tale da “afferrare l´Uccello di Fuoco per la coda”.

Essendo un convinto sostenitore dell´architettura classica, Filippov considera criterio principale la bellezza, che è “prova della presenza di Dio”. Per lui il modernismo distrugge questa bellezza. Ha osservato che “i picchi modernisti” del XX secolo coincidono cronologicamente con l´allontanamento dalla Chiesa: per esempio, l´inizio della persecuzione della Chiesa in Russia negli anni ´20 collima con lo sviluppo del costruttivismo, mentre la seconda ondata di persecuzioni, tra la fine degli anni ´50 e l´inizio degli anni ´60, con la costruzione in serie delle khrushchevki, che Filippov collega visivamente con il Quadrato nero di Kazimir Malevich, manifesto del modernismo. Del resto, i monumenti dell´architettura sacra sopravvissuti al XX secolo si sono salvati, sostiene l´architetto, non in virtù del loro significato storico e archeologico, ma grazie alla loro bellezza ,e per lo più si tratta proprio di monumenti in stile classico (Filippov cita a tal proposito le Cattedrali di Kazan e Sant´Isacco a San Pietroburgo e altre chiese ancora dei secoli XVIII e XIX).

Filippov non disegna soltanto quartieri residenziali, ma è autore anche di una serie di progetti di chiese, tra cui un primo progetto della Chiesa ortodossa russa della Santissima Trinità sul lungosenna Quai Branly a Parigi. Il progetto di Filippov è radicalmente diverso da quello che è stato poi realizzato nel 2016 (opera di Jean-Michel Wilmotte), poiché si basa sugli elementi dell´ordine classico. La propensione per il classico di Filippov e quindi la sua simpatia per il neoclassicismo sovietico trovano conferma non solo nel fatto che “alla gente non piace l´architettura contemporanea” e che in qualsiasi paese europeo le persone accorrano a vedere gli antichi centri cittadini, “tutti realizzati sulla base dei sistemi degli ordini”, ma anche nella testimonianza di alcuni santi. Ha citato ad esempio un episodio della vita di Santa Matrona di Mosca: volendo aiutare una sfortunata studentessa della scuola di architettura, la santa le descrisse in dettaglio Palazzo Pitti, che certo non aveva mai visto in precedenza, e la ragazza superò l´esame a pieni voti. “Una visione interiore le suggerì proprio Firenze, un esempio classico. La testimonianza di Matrona per me è un incoraggiamento e una legittimazione”, ha detto l´architetto e parrocchiano di una chiesa di Mosca. Ha ricordato inoltre un episodio della vita di Serafino di Sarov, che avrebbe parlato a Motovilov dell´ordine ionico.

Venezia e Firenze sono le prossime mete del percorso di Filippov, ma non solo come insegnante di disegno d´architettura: infatti egli è stato invitato a dirigere la sezione di architettura della filiale fiorentina dell´Accademia di San Pietroburgo Repin. Senza tralasciare il lavoro a Mosca, si occuperà di studenti provenienti dall´Italia e dalla Russia.

La cultura russa è inscindibile dall´ortodossia”, ha dichiarato in un´intervista a Blagovest-info Francesco Bigazzi. Commentando le sue parole, Mikhail Filippov ha osservato: “Infatti gli studenti russi che verranno ora in Italia conoscono bene le tradizioni dell´architettura ortodossa russa dei secoli XVIII e XIX e tutti i nostri monumenti architettonici dell´epoca, la cui stragrande maggioranza origina direttamente dalla grande architettura italiana del Rinascimento. Oltretutto, a dar vita all´architettura russa sono stati proprio grandi maestri russi di origini italiane. Gli studenti dipingeranno paesaggi, come hanno fatto tutti i principali artisti e architetti russi che hanno visitato l´Italia nel XVIII e XIX secolo. Sarà quanto mai interessante per loro approfondire le particolarità dell´architettura delle chiese cattoliche che vedranno in Italia. Ovviamente conoscono già questi monumenti da dipinti e fotografie, ma raffigurare l´architettura dal vero rivelerà loro la corretta percezione e li aiuterà a comprendere le forme architettoniche caratteristiche delle cattedrali cattoliche d´Italia. Penso che una simile esperienza formativa contribuirà in una certa misura a ciò che chiamiamo dialogo ortodosso-cattolico. Il dialogo tra il cattolicesimo e l´ortodossia dura da secoli, è molto fertile e in ambito culturale è particolarmente evidente nel campo dell´architettura. Vogliamo continuare questa tradizione, oggi un po´ messa da parte”.


 

L´Associazione Amici del Museo Ermitage è stata fondata a Firenze il 4 luglio del 2012. Il suo obiettivo è rafforzare gli scambi culturali tra l´Italia e la Russia, creando legami più stretti tra i due paesi. L´Associazione intende sostenere il Museo Statale dell´Ermitage sia a San Pietroburgo che in ambito internazionale, contribuendo alla divulgazione della sua storia e alla conoscenza della sua ricca collezione di opere d´arte.

Il presidente dell´Associazione è il cavalier Francesco Bigazzi, uno dei giornalisti italiani più esperti in questioni internazionali. Francesco Bigazzi ha lavorato per molti anni in Russia, facendo luce sia sugli eventi politici che su quelli culturali. Negli ultimi anni, Bigazzi è stato presidente dell´associazione di promozione dell´Italia in Russia Viva Italia e in precedenza ha ricoperto il ruolo di addetto culturale del Console Generale italiano a San Pietroburgo.

Il consiglio amministrativo dell´associazione comprende importanti esponenti del mondo imprenditoriale e culturale russo e italiano, oltre che membri di famiglie aristocratiche italiane. In particolare ne fanno parte la professoressa Stefania Pavan, docente di letteratura russa all´Università di Firenze; la marchesa Bona Frescobaldi; Claudia Cremonini, responsabile delle relazioni esterne del gruppo Cremonini Food; l´avvocato Marco Ramadori, presidente di Codacons; la contessa Maria Vittoria Rimbotti, presidente dell´Associazione degli Amici degli Uffizi.

Yulia Zaitseva